Mosaico romano con le atlete in bikini nella Villa Romana del Casale di Piazza Armerina
Mosaico delle 'ragazze in bikini', Villa Romana del Casale, Piazza Armerina — foto: Dsiculo · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Ci sono giornate in cui vale la pena lasciare il mare e salire verso l'interno. La Villa Romana del Casale, nei pressi di Piazza Armerina, è una di quelle mete che giustificano da sole uno spostamento: conserva il complesso di mosaici policromi più esteso e meglio conservato del mondo romano ed è iscritta nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1997.

Come arrivarci da Gela

La distanza fra Gela e Piazza Armerina è di circa 44 chilometri, percorribili in poco più di quaranta minuti lungo la strada statale 117 bis, la Centrale Sicula, che sale verso l'entroterra. La villa non si trova in città: sorge in contrada Casale, a circa cinque chilometri dall'abitato di Piazza Armerina, in un paesaggio collinare e ricco di vegetazione.

È una gita che si fa comodamente in giornata: partenza dopo colazione, visita in mattinata, ritorno verso la costa nel pomeriggio. Considerate almeno due ore per il percorso, di più se vi fermate a leggere i pannelli.

Che cosa fu la villa

Si tratta di una residenza tardoromana costruita, sopra un insediamento precedente, nel corso del IV secolo d.C. La committenza è ancora oggetto di discussione fra gli studiosi: l'ipotesi più accreditata identifica il proprietario in un aristocratico di età costantiniana che ricoprì la carica di governatore della Sicilia, ma nessuna iscrizione lo conferma. Quello che è certo è il livello: una residenza di questo tenore appartiene ai vertici assoluti della società tardoimperiale.

Il complesso si articola in più nuclei organizzati attorno a un peristilio quadrangolare con fontana centrale, cui si aggiungono un ingresso monumentale a tre archi, una basilica pavimentata in opus sectile, appartamenti residenziali con mosaici di soggetto mitologico e un impianto termale completo, con frigidarium, tepidarium e calidarium.

I mosaici

La superficie musiva conservata si aggira sui 3.500 metri quadrati: è questo il dato che rende la villa un unicum. Non si tratta di frammenti, ma di pavimenti interi, leggibili, con scene narrative complesse.

L'Ambulacro della Grande Caccia

È il pezzo forte: un corridoio lungo quasi sessantasei metri e largo cinque, chiuso alle estremità da absidi. Vi si svolge il racconto della cattura di animali esotici destinati ai giochi degli anfiteatri: struzzi, tigri, pantere, bufali, dromedari, elefanti, rinoceronti, insieme a creature fantastiche come i grifoni. Si vedono i cacciatori, le reti, le gabbie, l'imbarco. È un documento straordinario sull'organizzazione logistica dell'impero, oltre che un'opera d'arte.

La Sala delle Dieci Ragazze

Poco oltre l'estremità meridionale dell'ambulacro si trova il mosaico più celebre della villa: dieci giovani atlete, di cui oggi ne sopravvivono nove, raffigurate in un costume a due pezzi che è valso loro il soprannome di «ragazze in bikini». Sono impegnate in esercizi e gare: corsa, salto, lancio del disco, gioco con la palla e con il cerchio. La sorpresa, per chi le vede la prima volta, è quanto poco sembrino antiche.

Non è un museo di frammenti: è una casa che ha conservato i suoi pavimenti, e con essi il modo in cui i suoi abitanti volevano essere raccontati.

Riscoperta e conservazione

La villa è rimasta a lungo interrata e la sua esplorazione sistematica prende avvio nel 1950 sotto la direzione di Gino Vinicio Gentili. Pochi anni dopo, nel 1957, l'architetto Franco Minissi progetta la celebre copertura protettiva in materiali leggeri, pensata per restituire i volumi degli ambienti antichi: una soluzione discussa e in seguito sostituita, ma che appartiene alla storia del restauro italiano. Il sito è oggi tutelato e gestito nell'ambito del parco archeologico regionale competente.

Consigli pratici per la giornata

  • Il percorso di visita si svolge in gran parte su passerelle sopraelevate: scarpe comode, e chi ha difficoltà motorie faccia bene a informarsi prima sull'accessibilità.
  • Nei mesi estivi conviene arrivare presto: la villa è molto frequentata e le ore centrali sono le più calde.
  • Orari, biglietti, visite guidate ed eventuali chiusure vanno sempre verificati sui canali ufficiali del sito e dell'ente gestore.
  • Se vi avanza tempo, il centro storico di Piazza Armerina, a pochi chilometri di distanza, merita una passeggiata.

Per chi soggiorna a Casa Giulietta questa è l'escursione nell'entroterra più semplice da organizzare: si parte al mattino e si è di ritorno in tempo per il mare, che dalla casa dista circa trecento metri.

Dormite a due passi dal mare — Casa Giulietta

Casa vacanze al piano terra a Gela, in zona tranquilla: la spiaggia a 300 metri, la piazza a 200, il Museo del Mare a 50. Fino a 5 ospiti, con cucina completa e aria condizionata.